Una settimana con la testa per aria

maggio 8, 2016 Lascia un commento

Si comincia lunedì, quando Mercurio passerà davanti al Sole e noi saremo a Villa Torlonia a goderci lo spettacolo.

O perlomeno lo spero. Spero di farcela, incastrando il transito di Mercurio tra la fine delle lezioni la mattina e il corso di pomeriggio, spero che il tempo sia bello, spero tutto. Spero che riescano a passare di là anche le mie figlie, di ritorno da scuola, e spero che ci riescano anche Andrea e il minore, che nel pomeriggio deve andare a farsi controllare il cuore – ma questa è un’altra storia. Perché è una di quelle cose che ti fanno emozionare, e vale la pena (qualcuno ricorda il transito di Venere, nel 2012? Ecco, appunto)

 

Mercurio passa davanti al Sole visto nel cannocchiale. (1914. Tempera su tela 138×99 cm. Sammlung Mumok. Cortesia del Museum Moderner Kunst, Vienna, Austria. (da Media INAF)

Per saperne di più, si può cominciare dalla serie di articoli su Media INAF, per esempio dai fumetti:

mercurioINAF

(Poi si continua qui)

 

Da martedì a venerdì, dimenticando l’ordinaria amministrazione, che a dire la verità quest’anno è parecchio straordinaria,  mi piacerebbe proprio girovagare per il blog di Angelo Adamo (quello dei fumetti), che si chiama SquidZoup e promette bene, anzi benissimo.

 

Venerdì sera, a Roma3, Occhi su Giove. Noi si va a vedere Giove sul  monitor sferico di Livia Giacomini, sicuro: lei a noi il monitor sferico l’ha già mostrato, qualche settimana fa all’INAF, quindi so che le aspettative saranno corrisposte.

(Comunque, se ci aggiungiamo che i sabati di questo maggio ci sono un sacco di seminari e laboratori alla Sapienza, che martedì ci sarebbe anche la proiezione del film su Ramanujan in anteprima, e sabato l’Open Day a Frascati, non si capisce davvero perché a maggio bisogna anche lavorare. E, soprattutto, correggere quattro pacchi di verifiche.)

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aprile 30, 2016 Lascia un commento

 

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(A Mathematical Theory of Communication, C.E.Shannon)

 

Ieri, con molta enfasi (e molta meno percezione della sua effettiva rilevanza storica, probabilmente) è stato celebrato l’InternetDay – il giorno in cui l’Italia pingò oltreoceano.

Oggi saliamo un gradino più in alto – vari metri più su, diciamo – celebrando il centenario della nascita di Claude Elwood Shannon.

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Il doodle di Google ce lo mostra col ciuffo, mentre gioca con un po’ di zeri e uni (la giocoleria, i bit). Sullo sfondo è facile riconoscere la prima figura del saggio “Una teoria matematica della Comunicazione” da cui cito:

The fundamental problem in communication is that of repreducing at one point either exactly or approximately a message selected at another point.

Frequently the messages have meaning, that is they refer to or are correlated according to some system with certain physical or conceptual entities.

These semantic aspects of communication are irrelevant to the engineering problem.

 

In quest’ultima frase c’è un mondo.

 

 

(il topo Teseo in tutta la sua gloria)

(the ultimate – useless -machine)

Consiglio di lettura: Buon compleanno Claude!   (dei Rudi Matematici, ovviamente)

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Sonification of Higgs data

aprile 1, 2016 Lascia un commento

L’orecchio può riconoscere pattern che all’occhio sfuggono, così, sì, d’accordo che può sembrare un approccio inusuale, ma i risultati scientifici sono frutto tanto del duro lavoro di un sacco di persone che collaborano pazientemente quanto di idee geniali di creativi che osano fare cose nuove e inaspettate.

Insomma, qualcuno all’LHC ha deciso di provare a vedere cosa succedeva a trasformare i dati  in suoni ed il risultato è stato sorprendente.

 

 

p.s.: in terza non c’erano le casse audio – non ci sono mai – e davanti alla prospettiva di canticchiare Beethoven col rischio che entrasse qualcuno a consegnare la dodicesima circolare ho rinunciato. In quinta mi hanno distratta con i draghi dell’anno passato.

 

 

 

 

 

 

Tre giorni al museo

marzo 28, 2016 Lascia un commento

Ok, arrivo tardi. Poteva essere un consiglio per le vacanze di Pasqua (in effetti noi, noi famiglia dico, ci siamo andati proprio durante le vacanze di Pasqua, qualche anno fa – ed era aperta la foresteria) ma sono quasi finite. Ma va bene come consiglio e basta, per un week end, per chi va in vacanza nelle Marche, che sono una gran regione, per chi è di passaggio e non lo conosce, e non sono pochi.

Sto parlando del Museo del Balì, dove sono andata la scorsa settimana con la mia terza, e anche due anni fa con la mia terza di allora, divertendomi sempre molto.

panoramica

Il posto è davvero bello – noi stavolta siamo stati sfigatissimi, tre giorni di pioggiapioggiapioggia – e fino a qualche mese fa si poteva alloggiare nella foresteria della villa, il che aggiungeva notti riposanti, risvegli piacevoli nel verde e sontuose colazioni ad un programma già di suo molto denso e rigenerante. Ora la foresteria è chiusa, non ho capito bene se e quando riaprirà, però  abbiamo dormito a Fano e siamo stati bene lo stesso.

Le scuole in visita possono concordare le attività da svolgere, spaziando dalla matematica delle bolle di sapone ai materiali intelligenti, dalla fisica rock alla crittografia. Gli operatori del Museo sono uno più bravo dell’altro. Tre giorni sono anche pochi.

La sfiga, o quella legge di Murphy che dice che quando vuoi guardare il cielo puoi essere certo che ci saranno le nuvole, ci ha impedito le osservazioni astronomiche – perché il Museo è dotato di un osservatorio, non l’avevo detto? – ma non di girare nel Museo di sera (a porte chiuse, col buio fuori. Vuoi mettere?) e di scendere nella sala sotterranea per le sfide sui rompicapo matematici. Ho pure comprato uno scrigno di Leonida che i miei hanno impiegato ben due giorni per risolvere. Seguendo il tutorial su youtube, ahinoi.

Alcune delle foto sono qui.

di rumors che non lo sono più

febbraio 11, 2016 1 commento

LHC – Season 2

gennaio 6, 2016 Lascia un commento

Come tutti sanno, credo, Fabiola Gianotti dal 1° gennaio è ufficialmente il Direttore Generale del CERN.

Una delle sue foto che mi piaceva di più è stata pubblicata anni fa – vado a memoria, ora non riesco a trovarlo – su un opuscolo dedicato alle donne del LHC:

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Ora però in cima alla top list metterei questa fotina piccola piccola:

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che compare sull’ultimo numero di Topolino. Trent’anni dopo Topolino e l’acceleratore nucleare, questa volta sono Paperino e Paperoga i protagonisti delle tavole ambientate al CERN. Non sono dovuta neanche correre in edicola, a noi Topolino arriva per posta🙂
L’anteprima però l’avevo letta sul blog di Marco Delmastro

 

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Tra l’85 e oggi ci sono di mezzo anche un Paperoga e il bosino di X del maggio 2013, un Atomino e Topolino alle prese con certe merendine mutanti al sincrotrone di Trieste ELETTRA, e chissà quante che ancora non so!

 

Rabota

gennaio 4, 2016 3 commenti

Per Natale il minore ha ricevuto un piccolo robot. A dire il vero, lui personalmente non ha mai mostrato un interesse o desiderio particolare per i robot, ma Babbo Natale pensava che sarebbe stato divertente stare a vedere cosa succedeva, e così  ha ignorato le richieste di xbox et similia.

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Costruirlo è stato abbastanza semplice, e, se pure non siamo ancora talentuosi come il piccolo Anakin ci sono ancora speranze. Ora abbiamo una specie di animaletto per casa che è capace di seguire percorsi complessi, di evitare ostacoli, e canta.

mbot-2

Forse è un po’ poco, confronto a C-3P0 – decisamente nulla in confronto con un gattino micioso.

Ma chissà.

Magari l’anno prossimo avremo anche noi il party di robot in casa.


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mBot è un robot per bambini (e per adolescenti curiosi?) basato su Arduino. Si può programmare usando mblock, un ambiente grafico basato su Scratch, molto immediato.

 

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https://en.wikipedia.org/wiki/Robot

I ragazzi di via Giulia

aprile 28, 2015 5 commenti

Dice Gabriele che un mese di chiusa, per prepararsi all’esame, fa molto.
Vero.
Fa moltissimo.
Anche una settimana di chiusa fa miracoli, posso dirlo con cognizione di causa: è una settimana che scrivo, taglio, incollo, ricucio, scrivo, limo, relaziono: ho saltato la giornata conclusiva di #ioleggoperchè, ho saltato il 25 aprile.
Per fortuna siamo nell’era dell’internet, quindi qualcosa si può recuperare: stasera perciò, con un figlio abbarbicato a cozza sulle ginocchia e una figlia appollaiata a gufo sulla spalla abbiamo visto un film. Un documentario.

E’ il 1943, Roma è città aperta. Il 19 luglio viene bombardato San Lorenzo, poche centinaia di metri da qui.

Le bombe cadono anche sulla città universitaria, mettendo a rischio i delicati strumenti su cui stanno lavorando tre giovani fisici – tre ragazzi. I tre, aiutati da Amaldi, decidono di trasferire tutto al liceo Virgilio, più vicino al Vaticano e quindi più sicuro.

E’ l’inizio della storia affascinante che porta ad uno dei risultati sperimentali più belli del secolo scorso, la scoperta del muone. La storia dell’ esperimento è anche la storia delle persone che l’hanno realizzato, delle radio clandestine, delle armi nascoste, della città in ginocchio, della resistenza, del dolore e del sogno.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-92fd9de8-d5f6-45ce-8dcf-018d3a5efc41.html?iframe

Storia di un enigma, #ioleggoperché

aprile 12, 2015 7 commenti
Categorie:Uncategorized

Cita un libro – #ioleggoperché – e le vittorie dell’ottava domenica

aprile 11, 2015 23 commenti

In queste settimane i nostri mercati rionali si stanno popolando di scienziati – e di ragazzini eccitati – per un esperimento antropologico sull’interesse del grande pubblico per la scienza. Io, essendo dotata di figli più o meno dell’età giusta per avere la scusa di curiosare, ne ho approfittato. Ci ha fermato un tipo con una vistosissima parrucca bianca, e un camice candido – segno che dopotutto non era né un medico né un macellaio – che ci ha chiesto a bruciapelo e voi come ve la cavate con la matematica?
Panico. I figli mi guardavano, io guardavo certe cassette di mele rosse.
Allora niente paura. Rispondete a questo indovinello: C’è un cesto che viene riempito di uova, e ogni minuto il numero delle uova raddoppia. Se dopo un’ora il cesto è pieno, in quanti minuti il cesto era pieno a metà?

Mentre pensate alla risposta, cercate di non distrarvi contando quante uova conterrebbe quel cesto, perché è un numero davvero grande. Meno dei chicchi di riso che Sessa pretendeva dal re Iadava, ma comunque tanti.
Una volta su facebook si era scatenata una disputa tra gli studenti di una mia classe, se fosse più grande il numero dei granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo o il numero delle stelle nel cielo, ma loro erano tipi abituati a maneggiare numeri grandi ed affrontare problemi di stima.

C’è un vecchio episodio dei Simpson che viene citato per uno scambio di battute tra Homer e Ned Flanders:
Homer: Domani a quest’ora porterai i tacchi alti.
Ned: No, li porterai tu.
Homer: Temo di no.
Ned: Temo di sì!
Homer: Temo di no.
Ned: Temo di sì!
Homer: Temo di no all’infinito!
Ned: Temo di sì all’infinito più uno!
Homer: D’oh!
(in effetti, ricorda molto da vicino la gara di matematica di Cesare Zavattini). Se fin qui va ancora tutto bene, quel piccolo scambio di battute tra Ned e Homer porta inevitabilmente a riflettere sulla infnità dell’infinito. Infinito più uno è più infinito di infinito e basta? E infinito più infinito? Quando si gioca con l’infinito è facile confondersi e rasentare il paradosso.

Giocare con l’infinità dei numeri è divertente, ma in fondo eravamo qui per fare altro, e precisamente nientepopodimeno che dichiarare il vincitore settimanale del gioco citaunlibro.

Questa settimana i partecipanti sono stati numerosi come le domeniche precedenti, nonostante fosse Pasqua, e le citazioni sempre tutte notevoli. Hanno giocato:
Pensierini (Galileo, dai Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze)
Bridigala (Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia)
Wolkerina (Poe, Rivelazione mesmerica)
Roceresale (Eco, L’isola del giorno prima – preceduta da una citazione di John Donne da A Valediction: Forbidding Mourning)
La ‘povna (che ha citato l’infinito matematico di Enrico Bombieri)
Connie (Il meraviglioso mondo dei numeri di Alex Bellos)
Dolcezzedimamma (Salmo 8, 4-7 della Bibbia)
Aliceland (Verso la fine del tempo di John Updike)
Iomemestessa (I lavoratori del mare di Victor Hugo)
Viviana – nella classe arancio (Galileo, questa volta dal Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo)
Wild horse (con IT di Stephen King)
Ogginientedinuovo (Il grande spirito parla al nostro cuore di Alce Nero)
Spersa (che ha giocato prima con Douglas Adams, poi con Yaakov Shabtai, e infine ha scelto una citazione da A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman)
Murasaki (La scienza di mondo disco, di Pratchett, Stewart, Cohen)
Ellegio (che ha scelto Esercizi di stile, di Queneau, dopo Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Sterne)

A questi, si devono aggiungere, fuori concorso:
Nina777 (La storia infinita, di Michael Ende – nei commenti)
Acquaforte (Asimov, Prima fondazione e poi Maria Luisa Spaziani, Donne in poesia ed Emily Dickinson, There is a solitude of space – sempre nei commenti)
Noisette (Giochi senza fine, Le Cosmicomiche, Italo Calvino)

Con la mia medesima fanno diciannove, che è un bel numero primo, non particolarmente grande – ma la scelta è stata nondimeno difficile.

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Per districarmi tra le citazioni confesso che ad un certo punto ho anche pensato di assegnare la vittoria usando come criterio oggettivo il numero di voci restituite da una ricerca degli autori su google. In fondo in ambiti molto più seri si fa (quasi) così, no?
La cosa si è fatta interessante. Google trova la bellezza di 248 milioni di Stephen King, e solo 13 milioni e rotti di Galilei. Frazioni infinitesime di googol, in ogni caso. Del resto, se si cerca “infinity” si ottengono 239 milioni di risultati, mentre “love” ne restituisce oltre 3 miliardi e mezzo! Qualcosa vorrà dire.

La verità è che mi sono innamorata delle citazioni fuori concorso, tutte. Avrei assegnato la vittoria a Noisette prima ancora di finire di leggere il suo post, nonostante mi si piaciuto davvero tanto leggere tutti i post in concorso.

Allora, passiamo al podio. Niente impedisce che si attribuisca la vittoria più volte alla stessa persona, e infatti è già successo. Ma passare la palla per la terza volta a Murasaki mi sembrava eccessivo.

Quindi, per questa tornata, il terzo posto va a Ogginientedinuovo, perché a vedere a cerchi ovunque dopo un po’ si impara, ma guardare altrove è una dote che non tutti hanno.

Al secondo posto abbiamo Aliceland, perché sì, è estremamente improbabile che incontriamo gemelli che vivono su altri mondi, ma quello che ci frega è la fantasia. E poi perché
Neutrinos, they are very small.
They have no charge and have no mass
And do not interact at all.
The earth is just a silly ball
To them, through which they simply pass,
Like dustmaids through a drafty hall
Or photons through a sheet of glass(*).

Non vi annoio oltre, ma gli sono affezionata, anche se Aliceland non lo poteva sapere. I neutrini sono quasi il nulla, eppure  con quel quasi ci funzionano le stelle. Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. Ma non divaghiamo.

La vincitrice di questa settimana è Wolkerina. Perché la citazione che ha scelto mi sembra una sintesi perfetta, e la vera sostanziale vastità dell’infinito forse non si può comprendere. A lei spetterà di condurre il gioco nell’ultima settimana, mentre io ringrazio tutti quelli che sono passati di qui, tutti quelli che ho conosciuto giocando, e soprattutto la ‘povna, che l’ha pensato.

Ed ora che ho assolto il mio compito, zompo su Cuore d’oro e mi catapulto in un universo parallelo, dove le cucine non traboccano di uova di pasqua ancora da smaltire.


(*) John Updike, Cosmic Gall

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