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Il ragno e l’mp3

aprile 6, 2012 2 commenti

C’era una volta un ragno senza nome, ma un bel giorno qualcuno se ne accorse e lo chiamò Myrmekiaphila neilyoungi.

Qualcuno era Jason Bond, un biologo dell’Università della East Carolina, e quindi il nome è diventato ufficiale.

Il ragno di Neil Young.

Oh, be’, Neil Young è un grande. Non stupisce che qualcuno gli dedichi una nuova specie di ragno, meriterebbe nuove specie di elefanti, se fossero facili da trovare. Era un grande quando ero giovane e compravo i dischi in vinile. Usati. Harvest, Four way street.

(Per un attimo ho avuto la tentazione di divagare sulle canzoni contro il razzismo, contro la guerra, contro tutto. Facciamo un’altra volta).

A proposito di vinile. Pare che Steve Jobs a casa sua continuasse ad ascoltarli: niente i-Pod, niente i-Niente, niente formati digitali. Perché il suono del vinile è meglio. Lo dice anche Neil Young, appunto, che ha registrato qualcosa come sei nomi misteriosi che non sono nomi di canzoni e sta cercando qualche riccone che investa in nuove tecnologie di registrazione e riproduzione dei suoni.

Nel frattempo, mentre aspettiamo il riccone fiduciosi, possiamo riascoltare la prima registrazione audio della storia. Vent’anni prima ancora di Edison.

[audio http://www.firstsounds.org/sounds/Scott-Feaster-No-36.mp3]

L’effetto è lugubre, eh? Dovrebbe essere la voce del libraio francese Eduard-Leon Scott de Martinville, che canta Au clair de la lune (la so pure io!) il 9 aprile 1860: sono quasi esattamente 152 anni. Questa registrazione è stata fatta con un  fonoautografo, un dispositivo inventato da Leon Scott che serviva a incidere le onde sonore prodotte dalla voce su un foglio annerito con nerofumo, essenzialmente un registratore di forme d’onda che non poteva essere utilizzato poi per la riproduzione del suono. Sono stati Earl Cornell e Carl Haber, del Lawrence Berkley National Lab, a convertire queste specie di incisioni in suoni che possiamo ascoltare.

(da qui)

Con un po’ di pazienza si riesce a vedere qualche ondina.

Sul sito FirstSound.org  si possono trovare altre ricostruzioni audio, fonoautogrammi e documenti vari. Un impressionante viaggio nel passato.

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Space Rock

novembre 5, 2010 Lascia un commento

No, pensa.
Immagina di essere un astronauta in missione sullo Space Shuttle.
Ti svegli la mattina (ti svegli la mattina?) e ascolti la canzone del risveglio.
Quale canzone del risveglio?
Ecco: si sono messi in quasi due milioni e mezzo di persone a sceglierla!
Votando sul sito della NASA, ovviamente.

Per noi che non abbiamo votato (io, perlomeno, non ho votato) c’è ancora una possibilità.
Si può scrivere la canzone per la prossima missione!
Entro il 10 gennaio 2011.

E durante le missioni precedenti?
Le canzoni sono sempre lì.

La mia canzone spaziale preferita comunque resta questa:

anche se non è molto adatta…

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