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Archive for the ‘scuola è…’ Category

le leggi della fisica

settembre 8, 2016 1 commento

Immagino la scena, io che entro, i saluti, l’allegria. E poi io che devo spiegare che quest’anno, per via delle alchimie dell’orario, non sarò più la loro prof di matematica, e diventerò quella di fisica. E questa cosa per me è bella – non più bella, solo diversamente bella, diciamo.

Però per la fisica serve una testa diversa, per me è sempre difficile da spiegare, anzi no, non è una cosa che si spiega, è una cosa che bisogna imparare a riconoscere, a vivere. Fisica si fa con la testa ma anche, molto, con le mani, con gli occhi, con il corpo. Bisogna (provare a) farla, con pazienza, con piacere.

 

laws_of_physics

(http://xkcd.com/1670/)

The laws of physics are fun to try to understand, but as an organism with incredibly delicate eyes who evolvede in a world full of sharp object, I have an awful lot of trust in biology’s calibration on my flinch reflex.

Di citazione in citazione, citiamo pure Lewin. Le sue lezioni di fisica sono uno spettacolo, letteralmente (*).

lewin

E io qui non ci arrivo, eh.
La prima cosa, la prima, che vorrei è che dimenticassero la prima pagina del libro di testo
– la fisica si divide in meccanica, termodinamica, elettromagnetismo…
ma per questo ci vorrà del tempo.

L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà. Io mi sto preparando.

(*) Ma l’accusa di sexual harassment è stato un colpo, che mi colpisce di nuovo duramente ogni volta che ci penso.

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Tre giorni al museo

marzo 28, 2016 Lascia un commento

Ok, arrivo tardi. Poteva essere un consiglio per le vacanze di Pasqua (in effetti noi, noi famiglia dico, ci siamo andati proprio durante le vacanze di Pasqua, qualche anno fa – ed era aperta la foresteria) ma sono quasi finite. Ma va bene come consiglio e basta, per un week end, per chi va in vacanza nelle Marche, che sono una gran regione, per chi è di passaggio e non lo conosce, e non sono pochi.

Sto parlando del Museo del Balì, dove sono andata la scorsa settimana con la mia terza, e anche due anni fa con la mia terza di allora, divertendomi sempre molto.

panoramica

Il posto è davvero bello – noi stavolta siamo stati sfigatissimi, tre giorni di pioggiapioggiapioggia – e fino a qualche mese fa si poteva alloggiare nella foresteria della villa, il che aggiungeva notti riposanti, risvegli piacevoli nel verde e sontuose colazioni ad un programma già di suo molto denso e rigenerante. Ora la foresteria è chiusa, non ho capito bene se e quando riaprirà, però  abbiamo dormito a Fano e siamo stati bene lo stesso.

Le scuole in visita possono concordare le attività da svolgere, spaziando dalla matematica delle bolle di sapone ai materiali intelligenti, dalla fisica rock alla crittografia. Gli operatori del Museo sono uno più bravo dell’altro. Tre giorni sono anche pochi.

La sfiga, o quella legge di Murphy che dice che quando vuoi guardare il cielo puoi essere certo che ci saranno le nuvole, ci ha impedito le osservazioni astronomiche – perché il Museo è dotato di un osservatorio, non l’avevo detto? – ma non di girare nel Museo di sera (a porte chiuse, col buio fuori. Vuoi mettere?) e di scendere nella sala sotterranea per le sfide sui rompicapo matematici. Ho pure comprato uno scrigno di Leonida che i miei hanno impiegato ben due giorni per risolvere. Seguendo il tutorial su youtube, ahinoi.

Alcune delle foto sono qui.

Emma

aprile 13, 2014 1 commento

La mia prof di matematica della scuola media sembrava venire da un altro pianeta – certo non era vecchia come quella di storia e geografia, ma insomma…Quando hai dieci anni, i ventenni ti sembrano adulti e i trentenni decrepiti. Eppure matematica mi piaceva, non tanto come disegno ma abbastanza. Durante le ore di disegno bisognava chiudere bene la porta dell’aula, ché non ci scoprissero. Poi si ammucchiavano i banchi tutti da una parte e si stendevano i disegni per terra per vederli meglio, confrontarli, capire.
In realtà anche matematica richiedeva un bel po’ di lavoro sporco, di lavoro con le mani. Avevamo un libro speciale – anzi due, uno di aritmetica e uno di geometria – spesso a casa sparivano perché mia madre li rubava per leggerli lei. Libri che parlavano di matematica, o meglio avrebbero dovuto parlare di matematica. Invece c’erano dentro piramidi, giochi da fare con lo spago o i bastoncini, ombre, persone che lavoravano. Era matematica ma era anche vita di tutti i giorni, monete, carte geografiche, viaggi, avventure. Parlavano di noi, della vita delle persone normali. Erano libri in bianco e nero, anzi bianco nero e verdino, eppure sono gli unici che ho conservato da allora, e che ogni tanto mi capita di sfogliare. E’ così che ho imparato il nome di Emma Castelnuovo, che pochi mesi fa ha compiuto 100 anni e oggi ci lascia.
Che la terra le sia lieve.

 

 

Emma Castelnuovo: come imparare la geometria.

La fantasia e la memoria, intervista di Roberto Natalini e Maurizio Mattaliano (audio)

Un elenco di pubblicazioni…
…e tanto altro.

essere normali

maggio 16, 2012 3 commenti

Oggi vi guardavo e avevate tutti le scarpe da ginnastica. Sì, insomma, poche variazioni.
Certo, ho pensato, nessuno verrebbe a scuola con queste:

(che poi sinceramente non saprei dire se sono di gran moda o una stratosferica schifezza. Propendo per la seconda che ho detto, ma, ehm,  come fashion guru non sono un granché).

Ho guardato bene, non ho visto mantelli, né gorgiere, né crinoline.

Beh, ovvio, direte voi. Siamo normali.

Che poi normali vuol dire anche che se entri in un scuola superiore con un metro e ti metti a misurare le altezze di tutti quelli che incontri, alla fine puoi tirar fuori un istogramma a campana. Normale.

E  ti verrà fuori più o meno un istogramma simile se confronti le marche delle scarpe, anche se quelle non ce le fornisce madre natura. E’ la moda, appunto (quella dell’anno 2012).

Ma se io domani venissi a  scuola con la maschera antigas? Ecco, no, magari la maschera antigas sarebbe difficile perché non saprei dove procurarmela, oggi come oggi. Allora, se io domani venissi  a scuola in pigiama?

No, non sarebbe carino.

Però se fossi un genio, molte cose mi potrebbero essere perdonate. In fondo, si dice genio e sregolatezza, no? Si sa che le persone speciali, gli scienziati soprattutto, sono tutti un po’ svitate (e poi magari uno ne conosce due tre, di scienziati, o anche una ventina di quelli famosi, e si accorge che sono molto normali anche loro, accarezzano i gatti e mangiano la pasta al ragù  usando la forchetta regolamentare, ma questo è un altro discorso).

Eppure, ci sono tabù e pregiudizi che è difficile superare, e anche chi è fuori della norma può restarne vittima.

E’ così che il mondo ha perso uno dei più grandi matematici del secolo appena passato.


Il 17 maggio è Giornata internazionale contro l’omofobia, il che la dice lunga sulla strada che ancora dobbiamo fare.

Il 2012 è anche l’anno di Turing, di cui il 23 giugno ricorre il centenario dalla nascita.

Vecchi auguri dei Rudi Matematici.

Nature per il centenario.

Google Science Fair 2012

marzo 22, 2012 Lascia un commento

I geni non sono sempre studenti con ottimi voti. Accettiamo tutti gli anticonformisti, i pesci fuor d’acqua e tutti quelli a cui piace fare domande. Non devi far altro che caricare il tuo progetto qui per avere la possibilità di vincere premi che ti cambiano la vita.
Tutti hanno una domanda. Qual è la tua?

 

Oddio, mancano pochi giorni alla scadenza. Però, forse non è troppo tardi per partecipare…

Google Science Fair 2012 è una competizione scientifica mondiale per giovani tra i 13 e i 18 anni, che sono curiosi, hanno un’idea e vogliono farla sapere a tutti.

Dato che gli sponsor sono Google, Lego, Cern, Scientific American, National Geographic, i premi sono fantastici!

Qui tutte le istruzioni per partecipare.

Vacanze da fisico

agosto 30, 2011 2 commenti

E’ passato un mese. Nel frattempo sono stata un po’ al mare con la truppa, e poi a casa a spostare mobili/tinteggiare le pareti/buttare vecchi giocattoli/rimettere mobili a posto. E boccheggiare.

Intanto le vacanze sono finite :-/

La settimana scorsa, in un momento di odio profondo nei confronti delle cianfrusaglie che hanno messo radici in casa mia e non ne vogliono uscire, ho pensato di abbandonare tutto e partecipare al Carnevale della Fisica con lo strepitoso racconto delle avventure al CERN di quarantanove insegnanti di fisica provenienti da ventisette paesi diversi.

Poi il senso del dovere (?!?) ha avuto la meglio.

La ventiduesima edizione del Carnevale della Fisica quindi ha fatto a meno di noi 🙂

Vado a leggermi tutti i contributi, e intanto lascio qui il link al video di Peter.

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Senza tempo

settembre 9, 2009 Lascia un commento
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Buon Anno

settembre 9, 2009 Lascia un commento

Hello world!

settembre 9, 2009 Lascia un commento
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