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Archive for the ‘fisica’ Category

le leggi della fisica

settembre 8, 2016 Lascia un commento

Immagino la scena, io che entro, i saluti, l’allegria. E poi io che devo spiegare che quest’anno, per via delle alchimie dell’orario, non sarò più la loro prof di matematica, e diventerò quella di fisica. E questa cosa per me è bella – non più bella, solo diversamente bella, diciamo.

Però per la fisica serve una testa diversa, per me è sempre difficile da spiegare, anzi no, non è una cosa che si spiega, è una cosa che bisogna imparare a riconoscere, a vivere. Fisica si fa con la testa ma anche, molto, con le mani, con gli occhi, con il corpo. Bisogna (provare a) farla, con pazienza, con piacere.

 

laws_of_physics

(http://xkcd.com/1670/)

The laws of physics are fun to try to understand, but as an organism with incredibly delicate eyes who evolvede in a world full of sharp object, I have an awful lot of trust in biology’s calibration on my flinch reflex.

Di citazione in citazione, citiamo pure Lewin. Le sue lezioni di fisica sono uno spettacolo, letteralmente (*).

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E io qui non ci arrivo, eh.
La prima cosa, la prima, che vorrei è che dimenticassero la prima pagina del libro di testo
– la fisica si divide in meccanica, termodinamica, elettromagnetismo…
ma per questo ci vorrà del tempo.

L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà. Io mi sto preparando.

(*) Ma l’accusa di sexual harassment è stato un colpo, che mi colpisce di nuovo duramente ogni volta che ci penso.

Sonification of Higgs data

aprile 1, 2016 Lascia un commento

L’orecchio può riconoscere pattern che all’occhio sfuggono, così, sì, d’accordo che può sembrare un approccio inusuale, ma i risultati scientifici sono frutto tanto del duro lavoro di un sacco di persone che collaborano pazientemente quanto di idee geniali di creativi che osano fare cose nuove e inaspettate.

Insomma, qualcuno all’LHC ha deciso di provare a vedere cosa succedeva a trasformare i dati  in suoni ed il risultato è stato sorprendente.

 

 

p.s.: in terza non c’erano le casse audio – non ci sono mai – e davanti alla prospettiva di canticchiare Beethoven col rischio che entrasse qualcuno a consegnare la dodicesima circolare ho rinunciato. In quinta mi hanno distratta con i draghi dell’anno passato.

 

 

 

 

 

 

di rumors che non lo sono più

febbraio 11, 2016 1 commento

LHC – Season 2

gennaio 6, 2016 Lascia un commento

Come tutti sanno, credo, Fabiola Gianotti dal 1° gennaio è ufficialmente il Direttore Generale del CERN.

Una delle sue foto che mi piaceva di più è stata pubblicata anni fa – vado a memoria, ora non riesco a trovarlo – su un opuscolo dedicato alle donne del LHC:

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Ora però in cima alla top list metterei questa fotina piccola piccola:

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che compare sull’ultimo numero di Topolino. Trent’anni dopo Topolino e l’acceleratore nucleare, questa volta sono Paperino e Paperoga i protagonisti delle tavole ambientate al CERN. Non sono dovuta neanche correre in edicola, a noi Topolino arriva per posta 🙂
L’anteprima però l’avevo letta sul blog di Marco Delmastro

 

____

Tra l’85 e oggi ci sono di mezzo anche un Paperoga e il bosino di X del maggio 2013, un Atomino e Topolino alle prese con certe merendine mutanti al sincrotrone di Trieste ELETTRA, e chissà quante che ancora non so!

 

I ragazzi di via Giulia

aprile 28, 2015 5 commenti

Dice Gabriele che un mese di chiusa, per prepararsi all’esame, fa molto.
Vero.
Fa moltissimo.
Anche una settimana di chiusa fa miracoli, posso dirlo con cognizione di causa: è una settimana che scrivo, taglio, incollo, ricucio, scrivo, limo, relaziono: ho saltato la giornata conclusiva di #ioleggoperchè, ho saltato il 25 aprile.
Per fortuna siamo nell’era dell’internet, quindi qualcosa si può recuperare: stasera perciò, con un figlio abbarbicato a cozza sulle ginocchia e una figlia appollaiata a gufo sulla spalla abbiamo visto un film. Un documentario.

E’ il 1943, Roma è città aperta. Il 19 luglio viene bombardato San Lorenzo, poche centinaia di metri da qui.

Le bombe cadono anche sulla città universitaria, mettendo a rischio i delicati strumenti su cui stanno lavorando tre giovani fisici – tre ragazzi. I tre, aiutati da Amaldi, decidono di trasferire tutto al liceo Virgilio, più vicino al Vaticano e quindi più sicuro.

E’ l’inizio della storia affascinante che porta ad uno dei risultati sperimentali più belli del secolo scorso, la scoperta del muone. La storia dell’ esperimento è anche la storia delle persone che l’hanno realizzato, delle radio clandestine, delle armi nascoste, della città in ginocchio, della resistenza, del dolore e del sogno.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-92fd9de8-d5f6-45ce-8dcf-018d3a5efc41.html?iframe

Il titolo non c’è – #Ioleggoperché

marzo 29, 2015 14 commenti

Questa settimana il tema del gioco citaunlibro è morte.

Mi sarebbe piaciuto partecipare con qualcosa che fosse legato alle grandi morti e resurrezioni cosmiche, siamo polvere di stelle, ma mi sono dovuta arrendere al disordine cosmico che regna tra le mie cose in questo periodo. Il disordine è un modo di morire, sapevatelo, anche nel piccolo della mia scrivania.

Allora ho cambiato prospettiva – oppure, vedetela così: c’era un libro aperto là dove ne stavo cercando uno diverso.
Coincidenze.

Gatto

Un gatto è rinchiuso in una scatola d’acciaio insieme al seguente diabolico dispositivo (che deve essere tenuto al riparo dall’interferenza diretta del felino): in un contatore Geiger c’è un minuscolo frammeno di una sostanza radioattiva, così piccolo che nel giro di un’ora forse uno dei suoi atomi decadrà, ma forse, con uguale probabilità, non ne decadrà nessuno; se il decadimento ha luogo, il tubo contatore si scarica e tramite un relè libera un martello che spezza una fialetta di acido cianidrico. Ammesso di lasciare l’intero sistema indisturbato per un’ora, si può dire che il gatto è ancora vivo se nel frattempo nessun atomo è decaduto. Il primo decadimento atomico infatti l’avrebbe avvelenato. La funzione d’onda dell’intero sistema esprimerebbe tale situazione contenendo in sé il gatto vivo e il gatto morto (si perdoni l’espressione) mescolati o confusi insieme in parti uguali.

 

 

Questo blog desidera rassicurare le madrine della gara, grandi amanti dei gatti: nonostante durante l’infanzia io abbia una volta chiuso il gatto di casa nel frigorifero, da allora per i gatti ho avuto solo pensieri affettuosi e parole di stima. Quando penso al povero gatto nella scatola, me lo immagino pigramente intento a fare le fusa in un purgatorio gattesco dal quale verrà presto liberato, vivo e pieno di feline energie.


(Ioleggoperché )

Cose complesse

marzo 13, 2015 Lascia un commento

Un breve film, o una lunga intervista a Giorgio Parisi, in cui si parla di vetri di spin, di corridoi famosi, di stanze molto amate, e dell’arte di riempire il bagagliaio dell’automobile.


Si apprezza meglio prima di una cena con le amiche, ma va bene sempre.

L’elettricità, scienza delle meraviglie – #ioleggoperché

febbraio 18, 2015 6 commenti

rana(ioleggoperché)

– Ferma, ferma, mamma, e quello cos’è?

– Il doodle che Google dedica ad Alessandro Volta, l’inventore della pila, che è nato 270 anni fa…

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– La pila?

– La pila, sì, quella che puoi usare per accendere le lampadine. Un dischetto di rame, uno di zinco, un po’ di succo di limone.

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– La posso fare anche io?

– Sì, sì, certo.

Volevo raccontargli che nel ‘700, prima di Volta, l’elettricità molto di moda e tutti facevano a gara per inventare nuovi esperimenti meravigliosi e stupefacenti.

E’ celebre l’esperienza del 1730 di Gray col bambino sospeso con delle corde ed elettrizzato (un bambino come te). Continuamente ripetuta, oltre oceano da Franklin e collaboratori alla Library Company di Filadelfia, e oltre Manica da Du Fay alla corte di Luigi XV, essa offriva sempre uno spettacolo sorprendente. Con un tubo di vetro strofinato, Gray  aveva elettrizzato di tutto:

una ghinea, uno scellino, un pezzo di stagno, una paletta, delle molle, un attizzatoio, un bricco da tè di rame, vuoto o pieno di acqua calda o fredda, della pietra focaia e dell’arenairia, mattoni, tegole, gesso,  foglie di verdure e di alberi, una carta del mondo, una tovaglia, un ombrello, un gallo morto.

Un giorno, l’8 aprile 1730, gli venne in mente di provare con un corpo umano. Prese un povero ragazzo di 47 libbre, lo appese orizzontalmente al soffitto con delle corde, lo elettrizzò accostando il tubo di vetro a diverse parti del corpo e osservò che esso attraeva foglioline di ottone.(*)

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Volevo raccontargli tutto questo, ma se n’è andato a giocare.


(*) sempre Marcello Pera, La rana ambigua

La nascita di un doodle, raccontata dal suo doodler: qui.

Una nuvola rosa

ottobre 25, 2014 Lascia un commento

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L’aver passato l’esame di maturità è stato il momento di suprema felicità della mia vita. L’idea di non avere più certi obblighi mi faceva saltare di gioia, camminavo su una nuvola rosa. La liberazione assoluta. Mi sono iscritto al Politecnico, poi dopo il biennio sono passato a Fisica perché c’era troppo da disegnare. Prendi una laurea seria, diceva mio padre. Fisica non è seria. Se vuoi far fisica, prendi anche una laurea in chimica, perché messe insieme fanno come la laurea di ingegneria. Anche quando mi sono laureato in fisica a pieni voti e ho avuto la libera docenza, lui insisteva ancora. A un certo punto sono andato in Russia e la “Pravda” ha pubblicato una mia foto. L’ho ritagliata e l’ho mandata a mio padre. Così la smette di dirmi di prendere anche al laurea in chimica, ho spiegato agli amici russi che mi chiedevano il perché. L’aneddoto circola ancora adesso, trovo sempre qualcuno che mi chiede se mio padre insiste ancora.
Il fatto è che avevo un entusiasmo folle per la relatività e la meccanica dei quanti, che cominciavo a scoprire. Ho avuto veri momenti di trance nello studiare la relatività, o certe pagine del vecchio testo di Persico sulla meccanica dei quanti, che pure non era eccelso. Sono stati anni splendidi, ho imparato molte cose, era il dilatarsi della conoscenza, l’esplosione dopo la compressione del liceo.

Tullio Regge, Dialogo con Primo Levi (1984)

 

(Addio)

Categorie:fisica Tag:

Il film più piccolo del mondo

maggio 2, 2013 Lascia un commento

Poi dici che una cosa diventa virale. Ma per forza!

 

 

Quando torno da scuola guardo anche tutti i video che IBM ha pubblicato a corredo di questo. Un ragazzino che gioca a palla  fatto di singoli atomi di carbonio, wow!


Un filmato da record

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