Home > 2.0 > Caro collega ti scrivo

Caro collega ti scrivo

Devo ammettere che per me è stata una cosa un po’ faticosa, per fortuna è domenica e si può anche affrontare qualche dubbio extra. Il fatto è che qualunque cosa che possa anche lontanamente suscitare critiche verso la scuola in toto mi mette in allarme  – e come potrebbe essere altrimenti? Sono anni che la scuola pubblica è sotto attacco, uno si fa venire la sindrome del perseguitato.

Però.

Però poi ho pensato cosa mi verrebbe da dire se gli studenti della mia scuola finissero per partecipare a un seminario col mago Otelma. E mi sono ricordata di quel ciclo di incontri sugli ogm che hanno organizzato a scuola di mia figlia. Argh.

E allora, parliamone, cari colleghi, ché a cambiare idea si fa sempre in tempo. Pubblico la lettera scritta da tre saggi membri del gruppo DibattitoScienza.

Chi volesse sottoscriverla, può farlo mandando una mail a petizionegiuliani@outlook.com.

E anche  andare il 18 alla Sapienza al seminario su “La previsione dei terremoti: tra miti e realtà” sarebbe una buona idea; i terremoti sono programma di quinto e in fondo manca poco all’esame.


Ai  Dirigenti Scolastici e ai Docenti dei Consigli di Classe:

Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” – Via Cesare Minardi 14 – Frascati

Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “M. Pantaleoni” – Via B. Postorino 27 – Frascati

Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” – Via Fontana Vecchia 2 – Frascati

Istituto Tecnico Commerciale “Michelangelo Buonarroti” – Via Angelo Celli 1 – Frascati

Liceo Scientifico “Bruno Touschek” – Via Kennedy – Grottaferrata

Scuola Superiore “Giovanni Falcone” – Via Garibaldi,19 – Grottaferrata

Scuola Superiore “San Nilo” – Piazza Marconi, 7 – Grottaferrata

Istituto Salesiano Villa Sora – Via Tuscolana, 5 – Frascati

e, per conoscenza:

Italia Nostra – Settore Educazione al Patrimonio – educazioneformazione@italianostra.org

Oggetto: Crediti formativi per conferenza Giampaolo Giuliani

Egregi Professori,

scriviamo per richiedere una vostra presa di posizione in merito all’evento del titolo “È possibile prevedere i terremoti?”, che si terrà il 19 Aprile a Frascati. Questo evento prevede la presenza di Giampaolo Giuliani, che ha recentemente fatto parlare di sé perché sostiene di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di radon, affiancato da Leonardo Nicoli, direttore della Fondazione Giuliani.

Dobbiamo con rammarico osservare che un’associazione meritoria, Italia Nostra, offra il proprio patrocinio a un evento in cui un signore che si muove all’esterno della comunità scientifica può liberamente divulgare le sue opinabili ipotesi su un tema alquanto delicato e sensibile, il tutto senza alcun contraddittorio. Certamente ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, il rammarico nasce dalla perentorietà di certe affermazioni del signor Giuliani, che non risultano a tutt’oggi verificate (vedi approfondimento allegato), diffuse sull’onda emotiva in un paese che negli ultimi anni ha avuto a che fare con eventi sismici particolarmente distruttivi. Il rammarico si trasforma però in sdegno nell’apprendere che la partecipazione a questo incontro verrà considerata come credito formativo per gli studenti, nonostante non ci sia alcun riconoscimento ufficiale delle idee del Sig. Giuliani, né da parte del MIUR né da parte di altri Istituti che si occupano di territorio, a qualunque titolo.

Una cosa che vorremmo fosse insegnata agli studenti è che qualunque teoria riguardante fenomeni naturali deve umilmente sottoporsi al giudizio di tutti coloro che studiano, nei vari aspetti, questo stesso fenomeno (peer-review). Questo giudizio dovrà avvenire attraverso procedure standard, che non possono prescindere da metodologie condivise di indagine; dall’elaborazione di ipotesi e previsioni potenzialmente verificabili; da adeguata pubblicazione dei risultati sperimentali; dal controllo di esperti indipendenti; dalla verifica sperimentale indipendente delle ipotesi formulate, ecc.

L’insieme di queste procedure non è un capriccio di qualche fantomatico establishment; al contrario, queste regole hanno lo scopo di garantire una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esse costituiscono il metodo scientifico, che si è andato costruendo nel corso dei secoli con il contributo di tutti coloro che si occupano di Scienza e di Conoscenza, nella consapevolezza che la conoscenza scientifica ha come giudice unico la Natura stessa, non un’autorità terrestre, non sicuramente l’opinione pubblica. Chi si colloca al di fuori di queste pratiche collaudate – che, proprio in virtù del fatto di ammettere la possibilità di errore, forniscono gli strumenti per individuarlo e correggerlo – si colloca al di fuori del mondo della scienza.

Purtroppo – e l’esame delle cause sarebbe lungo e complesso – in questi ultimi anni in Italia stiamo assistendo al fiorire di sedicenti “ricercatori indipendenti” in vari campi del sapere; personaggi che si fanno vanto dell’essere “emarginati dalla scienza ufficiale”, e trovano così la maniera di diventare noti all’opinione pubblica, propugnando fantomatiche “scoperte eccezionali”, rifiutate a causa di chissà quali indegni complotti. Questi venditori di illusioni giocano spesso con la sofferenza delle persone, e trovano chi li sostiene per meri interessi politici, ideologici od economici.

Contemporaneamente viene sottovalutato, non finanziato, ostacolato il lavoro di tanti ricercatori seri (spesso precari e malpagati) la cui colpa è quella di non far parte del grande circuito mediatico, di non “far notizia”. Il vero scandalo non è il presunto ostracismo verso Giuliani o quelli come lui: il vero scandalo è che l’Italia destina sempre meno risorse alla ricerca seria, all’Università, all’Istruzione, mettendo una seria ipoteca sul nostro futuro come nazione sviluppata e costringendo molti dei nostri ingegni più brillanti a trasferirsi all’estero. Dare legittimità agli outsider come Giuliani di certo non aiuta a muoversi nella giusta direzione.

In conclusione chiediamo a tutti voi, Dirigenti Scolastici e Docenti, di dare la massima visibilità a questo documento e di non riconoscere, in sede di consiglio di classe, crediti formativi a fronte della presentazione dell’attestato di frequenza all’evento. Possiamo suggerire, in alternativa, la partecipazione all’incontro “La previsione dei terremoti: tra miti e realtà” di Warner Marzocchi, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, che si terrà il 18 aprile ore 16-18 presso il Dipartimento di Fisica, Università la Sapienza, Aula Amaldi.

Ci auguriamo, ove possibile e compatibilmente con il carico didattico, che quanto scritto funga da stimolo per aprire una discussione con gli studenti sull’importanza di una corretta e rigorosa informazione scientifica.

Distinti saluti.

Marco Fulvio Barozzi, blogger scientifico e insegnante

Luca Di Fino, ricercatore TD Dip. Fisica, Università Tor Vergata

Aldo Piombino, blogger scientifico

Simone Angioni, chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale Scientificast

Marzia Bandoni, esperta e-learning

Martino Benzi, ingegnere

Paolo Bianchi, blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast

Marco Casolino, Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata

Pellegrino Conte, professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di Palermo

Carlo Cosmelli, docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza

Marco Ferrari, giornalista scientifico

Mario Genco, Dibattito Scienza

Milena Macciò, Dibattito Scienza

Silvano Mattioli, Dibattito Scienza

Marco Messineo, fisico, Dibattito Scienza

Silvia Onesti, Elettra-Sincrotrone Trieste

Daniele Oppo, cronista free lance e blogger

Giuseppe Perelli, studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche

Lisa Signorile, biologa e blogger scientifica.

Fabrizio Tessari, Dibattito Scienza

Luca Vanini, studente in Ingegneria Meccanica

Bruna Vestri, blogger

Veronica Zaconte, fisico

Giovanni Ponzio, ingegnere civile

Dario De Marchi

Marco Cameriero, studente

Luigi Buccelletti, medico chirurgo, odontoiatra, blogger

Marco Bruno, imprenditore

Roberto Natalini, Matematico, Dirigente di Ricerca del CNR

Giuseppe Lipari, Professore associato di Sistemi di Elaborazione dell’Informazione, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Daniele Oppo, cronista free lance, blogger (quasi) scientifico

Rosalba Cocco, insegnante di scuola Primaria

Enrico Bo

Camillo Galante, architetto, libero professionista

Moreno Colaiacovo, bioinformatico

Domenico Barbato, Laureato in fisica, studente alla magistrale di astrofisica e fisica teorica

Paolo Amoroso, divulgatore scientifico

Paolo Valente, fisico

Emanuela Guizzo

Alessandro Venieri, funzionario geologo, Provincia di Teramo

Angelo Minisci

Brunello Tirozzi, Ordinario di Fisica Matematica, Università di Roma “La Sapienza”

Giovanni Vittorio Pallottino, già professore ordinario di Elettronica, Università di Roma “La Sapienza”

Carlo Mariani, Professore di Struttura della Materia, Università di Roma La Sapienza

Marco Ferraguti, Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano

Warner Marzocchi, INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Martina Pugliese, studentessa dottorato Fisica Sapienza Università di Roma

Antonio Piersanti, Sismologo, INGV

Ignazio Verde, genetista, ricercatore

Simone Rossi, Studente di Scienze e Tecnologie Agrarie

Federico Marini, studente magistrale in Scienze Geologiche

Edoardo Volpi Kellermann, musicista, scrittore, blogger, appassionato di scienza

Igor Lanese, MSc, PhD in Ingegneria Sismica e Sismologia

Renato Angelo Ricci, Presidente dell’Associazione Galileo 2001, Professore emerito dell’università di Padova

Paolo Gasparini, Professore Emerito Università di Napoli Federico II

Giuseppe Codispoti, PostDoc Universita’ di Bologna & INFN Bologna

Sandro Ciarlariello, studente di dottorato in astrofisica, Institute of Cosmology and Gravitation, Portsmouth

Domenico Barbato, studente magistrale in Astrofisica e Fisica Teorica, Torino

Marco Isopi, docente di Matematica, Dipartimento di Matematica, Università Roma Sapienza

Giulia Paccagnella, studentessa di Scienze Geologiche

Andrea Mazzoleni, astrofilo e appassionato di scienza e tecnica

Giuseppe Felici, fisico

Giulio Valentino Dalla Riva, PhD candidate @ Biomathematical Research Centre, University of Canterbury, Christchurch, New Zealand

Annarita Ruberto, docente di Matematica e Scienze, Scuola sec. di 1° grado

Giorgio Trenta, consigliere Galileo 2001


Un breve approfondimento

Le idee di Giampaolo Giuliani non sono così originali e rivoluzionarie come certa stampa afferma: sulle relazioni fra emissioni di radon e terremoti ci sono diversi studi in molte aree sismiche del mondo, da Taiwan all’Islanda, passando per la California. Tutte le principali riviste scientifiche specializzate ne hanno prima o poi parlato. Che non sia propriamente una novità lo dimostrano le prime tracce in bibliografia, che risalgono al 1967. In California il sistema fu usato regolarmente per un po’ di tempo negli anni ’70. Ci furono dei riscontri per un paio di eventi nel 1979, ma poi il metodo è stato sostanzialmente eliminato perché la sua affidabilità era scadente; per esempio, il terremoto di Landers del 1972 fu seguito un paio di settimane dopo l’evento da anomali valori del gas e nel 1981 ci fu un brusco innalzamento dei livelli nell’area di Los Angeles, ma non accadde nulla. A Taiwan, dove vi sono aree particolarmente idonee a questi studi, sia geologicamente che climaticamente, si sono registrati diversi episodi di correlazione tra radon e sismicità. Ad esempio, la sorveglianza della faglia di Chuko ha dimostrato un aumento delle emissioni di radon prima di eventi sismici lungo quella specifica faglia, ma ancora senza raggiungere una predizione degli eventi stessi in qualche misura soddisfacente.

Il problema è che questi studi hanno dato troppi falsi positivi mettendo in evidenza quanto poco il radon sia predittivo. Una previsione è valida quando funziona, cioè quando l’evento si verifica. Una previsione è sbagliata sia se prevede qualcosa che poi non avviene (falso positivo), sia quando non prevede qualcosa che invece avviene (falso negativo). Dire che prima o poi pioverà a Roma è sicuramente una previsione che sarà confermata dai fatti, ma non può considerarsi di certo rivoluzionaria, anche se basata su osservazioni condivise.

C’è poi una differenza fondamentale fra Giuliani e queste ricerche: tutte si basano sullo studio di una singola faglia, quando invece Giuliani parla genericamente di aree. Questo è un particolare di non trascurabile importanza: prevedere un terremoto significa fare un comunicato in cui si scrive che “circa il tal giorno alla tal ora si verificherà lungo quella faglia un evento di magnitudo n il quale provocherà uno scuotimento come da cartografia allegata”. Come si può definire l’area in cui vanno presi provvedimenti di protezione civile senza sapere quale faglia si muoverà?

Ricordiamo inoltre che Giuliani non ha mai realmente previsto nulla di significativo, come dimostra un video del Marzo 2010 preparato dai ricercatori dell’INGV, grazie al quale vengono messe in evidenza tutte le sue contraddizioni: infatti non riesce, nemmeno successivamente al tragico sisma che il 6 Aprile del 2009 colpì la città dell’Aquila, a fornire una informazione coerente sulla sua presunta previsione del terremoto. Anzi, risulta agli atti che una settimana prima del fatale terremoto aquilano voleva sgomberare Sulmona a seguito dell’evento di Magnitudo 4.0 che aveva colpito la cittadina il 29 marzo 2009. Insomma, si prevede pioggia a Frascati e poi aprono gli ombrelli a Ladispoli. Che previsione è?

Siamo convinti che la ricerca sui segnali premonitori dei terremoti sia importante, ma debba essere condotta in contesti davvero affidabili, non certo sull’onda dell’emotività o della personalizzazione. Siamo tuttavia altrettanto certi che in un paese come il nostro sia più importante investire nella prevenzione, con una adeguata gestione del territorio e con norme e controlli più stringenti sul patrimonio edilizio. La lezione ci viene dal Giappone, paese con sismicità anche superiore alla nostra: costruire in maniera corretta e nei luoghi corretti vuol dire anzitutto abbattere drasticamente la perdita di vite umane, anche in caso di forti terremoti, oltre a ridurre sensibilmente i costi per la ricostruzione post-sismica. Certo che ci vogliono precise scelte politiche, e all’orizzonte non si vedono segnali confortanti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: