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La strega dell’Agnesi

Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) era la maggiore dei ventuno (21!) figli di un borghese ricco (la famiglia aveva fatto fortuna con il commercio della seta) ed abbastanza illuminato da far studiare la figliola, di suo evidentemente ben dotata se a nove anni traduceva in latino articoli sull’importanza di una educazione superiore per le donne. Qui, a nove anni, si gioca ancora con le Barbie, tanto per dire.

A vent’anni Maria era l’attrazione del salotto paterno, aperto a intellettuali un po’ di tutto il mondo. Charles de Brosses descrive così una delle soirée a casa Agnesi:

… I was brought into a large fine room, where I found about thirty people from all countries of Europe, arranged in a circle and Mlle Agnesi, all alone with her little sister, seated on a sofa. She is a girl of about twenty years of age, neither ugly nor pretty, with a very simple and very sweet manner. … Count Belloni, who took me, wanted to make a public show. He began with a fine discourse in Latin to this young girl, that it might be understood by all. She answered him well, after which they entered into a dispute, in the same language, on the origin of fountains and on the causes of the ebb and flow which is seen in some of them, similar to tides at sea. She spoke like an angel on this topic, I have never heard anything so pleasurable. …

(La sorellina intanto suonava il clavicembalo).

Essere l’attrazione principale nelle serate organizzate dal padre però probabilmente non le faceva molto piacere. Maria, piuttosto, voleva farsi suora. Il padre la pregò di rinunciare, e lei acconsentì a restare in casa a occuparsi di lui a patto di poter condurre una vita ritirata – niente balli, teatri, bei vestiti, occupandosi solo di robe religiose e di matematica. Chissà che cosa fece allora dei gioielli e dei doni preziosi che ricevette per le sue opere – carità. Nel 1748 pubblicò le Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, in due volumi, un testo di analisi che divenne famoso, e fu molto apprezzato sia in Italia che all’estero. Qui Maria Gaetana si proponeva di divulgare la nuova analisi infinitesimale, presentando la teoria con molti esempi accuratamente scelti, e qui compare anche la cubica nota oggi come Versiera di Agnesi, una curva che in effetti non aveva studiato lei per prima, anche se porta il suo nome. Era già stata discussa da Pierre de Fermat e Guido Grandi, e l’Agnesi la presenta in un selezione di curve che hanno una simmetria, un massimo e un asintoto orizzontale.

Il nome versiera sarebbe l’abbreviazione di curva con (seno) verso, forse perché si può definire tramite la funzione 1-cosθ. Quando il trattato venne tradotto da John Colson in inglese,  la versiera venne confusa con l’avversiera, cioè la strega, o la diavolessa. E il nome in inglese è diventato witch: la strega dell’Agnesi.

Povera Maria Gaetana.

Biografia su MacTutor

Il sito di Shirley Gray

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